X

È uscito oggi X, il decimo album di Kylie Minogue. Il disco era molto atteso, perché il precedente Body Language risale ormai a 4 anni fa, ma soprattutto perché le aspettative nei confronti del primo lavoro post-malattia sono inevitabilmente alte, specialmente in un caso tanto pubblicizzato come è stato quello di Kylie. Ma non pensiate che l’artista si sia abbassata a pietose — quanto mielose — “conversioni” o chissà cosa. Ha semplicemente fatto la cosa migliore che potesse fare: ringraziare il cielo di essere guarita e andare avanti facendo quello che sa fare alla perfezione, forse con un pizzico di dedizione e consapevolezza in più.

That’s my work, it’s my passion, it give so much to so many people, myself included. I’m not here 20 years afterwards by luck. Lots of people say why are you doing it? Because I want to do it.

X
è infatti un album pop di alto livello, che strizza l’occhio al passato ma guarda al futuro proponendo anche suoni più sperimentali. Forse non raggiunge quella completezza che si percepisce, ad esempio, in Impossible Princess (album del 1997 inizialmente incompreso, oggi osannato — il mio preferito, per la cronaca!). Ciononostante, diverse tracce rendono X un disco memorabile: consiglio 2 Hearts, Like A Drug, The One (perfetta), Speakerphone (ardita, si può dire?) e Sensitized. Senza contare i riempipista In My Arms e Wow.

Kylie - X