Take That

Beautiful World

Ebbene sì. Sono stato al concerto dei Take That!

Andiamo con ordine. Quando quei cinque ragazzi erano al vertice del successo—una dozzina di anni fa, anno più anno meno—io ero alle elementari e non ho alcun ricordo né di loro né di avere sentito le loro canzoni. Poi col tempo li ho conosciuti di fama, ma non mi sono mai interessato alla loro musica. L’anno scorso, però, si sono riuniti (sì, va di moda ultimamente) e hanno fatto un nuovo disco; un bel disco, intendiamoci! Per un motivo che adesso non mi è del tutto chiaro, quando sono uscite le date del tour, io, Ale e Raffy abbiamo deciso che saremmo andati a vederli.

E così è arrivato questo tanto atteso 25 ottobre. Nei giorni scorsi mi sono fatto una playlist con la scaletta del concerto e ho “studiato” i brani; con i testi stampati per un eventuale ripasso dell’ultimo minuto, siamo partiti per l’ormai famigerato Datch Forum. Tralasciando il navigatore che ci ha fatto attraversare il centro di Milano, tralasciando le ragazze non-più-ventenni-ormai-trentenni-madri-di-famiglia che affollavano la coda del parterre, tralasciando il freddo polare, i piedi congelati e i baracchini che vendevano Coca-Cola ghiacciata (a Roma il 6 agosto volevano rifilarci le caldarroste; i misteri della vita…), alla fine ce l’abbiamo fatta ad entrare nel forum. Ben posizionati, un po’ schiacciati forse, ma a quanto pare quando si è nel parterre ed entrambi i piedi toccano terra, ci si può ritenere più che soddisfatti.

Le sorprese iniziano fin da subito: in coda ho conosciuto un tale Antonio. Fan di Madonna; ok. Fan delle Spice; che coincidenza! Lavora alla Planet Records e fa le copertine dei dischi di Melanie; non è possibile! È lui, il famoso Toni!!! Bella lì, il gruppo si allarga. Poi è iniziato il concerto…

Parliamoci chiaro: io non sono un fan dei Take That. Ebbene, il concerto è stato FAN-TA-STI-CO! Non so se la sillabazione sia giusta, ma vi giuro che sono stati bravissimi! Non solo sanno cantare davvero, ma sono proprio dei performing artists come si deve! Approvati a pieni voti.

E l’impressione è stata la stessa che ho avuto quel sopraccitato 6 agosto: quello è il mestiere più bello del mondo. Non si discute: i caratteri tipografici sono meravigliosi e i brief sono la mia gioia; ma il migliore rapporto tra il duro lavoro (e ce n’è, eccome se ce n’è…) e ciò che ti viene restituito per avere creato qualcosa di bello, è senza dubbio questo. Beati loro, e chi come loro è grato di ciò che ha avuto dalla vita e non lo butta al vento. E non è una cosa da poco!